Stadio Tardini: oltre ai conti che non tornano il Parma Calcio deferito per lo scandalo delle plusvalenze fittizie

Da autorevoli fonti di stampa si viene a sapere che il Parma Calcio è stato deferito (rinviato a giudizio) dalla Procura Federale con l’accusa di avere effettuato operazioni di mercato calciatori ritenute fittizie, che sarebbero servite per far rientrare i conti del club nei requisiti per ottenere la licenza per l’iscrizione al campionato 2020-2021.

Oltre alle pesanti criticità emerse dai documenti della Conferenza di Servizi che ha valutato la proposta di rifacimento dello stadio Tardini, oltre alla preoccupante situazione economica del club (dal 2015 al 2021 il Parma Calcio ha registrato perdite di esercizio per complessivi € 181,1 milioni) ecco emergere un ulteriore problema che getta nuove ombre sul progetto del nuovo stadio e sulla società che lo ha proposto.

Il Parma Calcio rischia pene pesanti: a seconda della gravità dei fatti, la condanna può essere l’ammenda, la penalizzazione di uno o più punti in classifica, la retrocessione all’ultimo posto in classifica, l’esclusione dal campionato.

I fatti contestati sembrano riguardare il periodo di gestione corrispondente all’esercizio contabile dal 1/7/2019 al 30/6/2020. Il termine ultimo per fornire la documentazione a Covisoc e Federazione per ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato 2020-2021 era infatti il 22/6/2020.

Su quel periodo di gestione gravano però diversi interrogativi senza risposta.

Come mai dell’esercizio contabile relativo al periodo dal 1/7/2019 al 30/6/2020 manca il bilancio, che a tutt’oggi NON risulta depositato dal Parma Calcio, come dovrebbe, al Registro delle Imprese?

Di quell’anno di gestione non è quindi possibile conoscere i dati contabili e finanziari del club. Fonti di stampa (Gazzetta dello Sport) riportano che nel corso dell’esercizio in questione il Parma Calcio abbia registrato ricavi per € 45,2 milioni, costi per € 76 milioni, con conseguenti perdite per € 30,8 milioni, che si sommano ai € 40,6 milioni di perdite registrate nei quattro bilanci precedenti (dal 2015-2016 al 2018-2019). Un quadro economico davvero preoccupante.

Come mai l’attuale società Parma Calcio 1913 S.r.l. (codice fiscale 02947820342) non è la Parma Calcio 1913 S.r.l. (codice fiscale 02767420348) costituita nel 2015 dai soci di Nuovo Inizio S.r.l.?

Perché è stato compiuto un conferimento (trasferimento) d’azienda, operazione del tutto inconsueta, tra la società Parma Calcio 1913 S.r.l. costituita nel 2015 e una nuova di nome uguale?

I vertici dell’amministrazione comunale hanno preferito non chiedere chiarimenti e garanzie in merito a tutti questi interrogativi malgrado la proposta di rifacimento dello stadio Tardini, formulata dalla società Parma Calcio, preveda la concessione per 90 anni a titolo gratuito di un bene pubblico di grande rilievo e valore per la città (a bilancio del Comune è attualmente valutato € 55,6 milioni) e dai documenti della Conferenza di Servizi siano emersi con evidenza pesanti rilievi sulla sua sostenibilità economico-finanziaria. Se il progetto, una volta avviata la costruzione del nuovo impianto, dovesse abortire per abbandono o fallimento della società concessionaria, comporterebbe gravi ricadute sulla città e un ingente danno erariale che finirebbe a carico dei cittadini.

L’amministrazione comunale non solo ha volutamente ignorato i pesanti rilevi di ordine normativo ed economico-finanziario sollevati prima in sede di esame del progetto da parte della Conferenza di Servizi e poi, ripetutamente, da alcuni Consiglieri comunali, ma ha proceduto con ostinata frettolosità nel portare avanti a oltranza l’iter di esame della proposta progettuale del Parma Calcio, arrivando a omettere documenti essenziali per una imparziale valutazione, pur di ottenere l’adozione di un provvedimento di pubblico interesse di assai dubbia correttezza.

Questa amministrazione ha la grave responsabilità di avere trasformato una possibile opportunità, da valutare e indirizzare prima di tutto in base a precise regole di pianificazione urbanistica e nell’interesse della collettività, in un intervento subordinato agli interessi di un privato e dei suoi soci maggiorenti parmigiani.

Il progetto del nuovo stadio proposto dal Parma Calcio, se attuato, inciderà in modo permanente sulla città, deturpando un’importante area urbana già arbitrariamente sottratta negli anni ’90 alla destinazione a verde pubblico e snaturando la sua destinazione residenziale, con pesanti riflessi sulla qualità della vita e la sicurezza di moltissimi cittadini. Un progetto imposto dall’alto, in totale assenza di dibattito e senza una valutazione onesta e obiettiva delle possibili alternative e di un effettivo perseguimento del pubblico interesse.